2014/11/24

1969/11/23 - Penultimo giorno nello spazio e conferenza stampa


09:23   IT.   Suona la sveglia per gli astronauti: inizia un nuova giornata nello spazio. E' la penultima della missione. Sempre più vicini a casa Conrad, Gordon e Bean a bordo di Yankee Clipper, oltre a svolgere i normali lavori di controllo e manutenzione della capsula continuano a raccontare la loro straordinaria esperienza lunare ai controllori del volo e agli scienziati a Houston.
A poche ore dal rientro a Terra, i tre eroi di Apollo 12 sono protagonisti della prima conferenza stampa dallo spazio della storia. Le domande dei giornalisti convenuti al centro di controllo sono inoltrate via radio agli astronauti.
Migliaia di telespettatori osservano in diretta attraverso gli schermi televisivi, Conrad e Bean raccontare i particolari delle loro due escursioni nell'Oceano delle Tempeste e di ascoltare dalla voce di Gordon i momenti e le sensazioni del suo volo solitario intorno alla Luna. In quel momento l'Apollo 12 si trova a circa  182.000  chilometri dalla Terra.
Al termine del collegamento Conrad e i suoi due compagni iniziano l'ultima notte a bordo di Yankee Clipper. E' in programma un riposo di circa nove ore.


ECCO ALCUNI PASSAGGI DELLA CONFERENZA STAMPA:    


DOMANDA: "Oltre al fulmine che vi ha colpito durante il lancio, episodio questo che pareva dovesse pregiudicare sul nascere l'intera missione, quale è stato il momento di maggior tensione, se ve ne è stato mai qualcuno, prima dell'atterraggio sulla Luna, durante la sosta su di essa o dopo?"

CONRAD:  "Penso decisamente che noi tre siamo stati molto più calmi durante il volo di quanto pensassimo. Solo Al (Bean) e io eravamo un po' nervosi durante la fase di ascesa."
GORDON:  "Tutto si è svolto secondo i piani. Penso che la miglior cosa, dal mio punto di vista, è che non ci siano state sorprese."

DOMANDA: "Conrad, là sulla Luna lei sembrava felice, persino euforico, anche troppo qualcuno ha detto: c'è chi pensa che lei fosse "su di giri" a causa dell'ossigeno. E' vero? Lei e Bean che cosa avete provato a trovarvi là fuori?"

CONRAD: "Sa, non ero su di giri per l'ossigeno, ma ero molto felice perché tutto il lavoro che ci aveva richiesto l'EVA (attività extra-veicolare) stava cominciando a dare buoni risultati... tutto andava bene, nella maniera che noi pensavamo dovesse andare ed era molto piacevole... tutto è stato molto più facile che durante gli allenamenti." 
BEAN: "Volete sapere come ci si sente? Per i primi dieci minuti che si è fuori, almeno nel mio caso, ci si rende conto che andare in giro non è poi così difficile come si pensa e la cosa fa molto piacere. Così, passati i primi dieci minuti, un volta che ci si è resi conto di sapere come stare in equilibrio e di essere certi di non cadere e che tutto va veramente  nel migliore dei modi, penso che proprio allora ci si affretti per portare a termine il proprio compito, come ha detto Pete (Conrad)."

DOMANDA: "Voi, a differenza dei due astronauti che vi hanno preceduto nel luglio scorso sulla Luna, disponevate di amache e coperte. Come avete dormito? E per quanto concerne il sonno, molti si chiedono se là sulla Luna avete sognato."

CONRAD:  " Non ho voluto levarmi la tuta. Era troppo sporca! Nella mia amaca stavo quindi molto scomodo. La tuta premeva sul fondo dei miei piedi e sulle spalle. Per quanto concerne i sogni, io non sogno mai, di norma, e non ho sognato nemmeno lassù."
BEAN:   "Nemmeno io ho sognato e, in verità, non ho dormito troppo bene sulla Luna. Quando si arriva lassù e si pesa soltanto 14  o  16  kg e ci si stende su quelle amache non ci si riesce a piegare nemmeno un po'. Si sta stesi  orizzontalmente. E' un posto poco pratico per dormire! No, non ho sognato per niente. Mi sono svegliato e riaddormentato diverse volte... ma, tutto sommato, non si può dire che il sonno fosse particolarmente turbato. Il sesto(1/6) di gravità è piacevole, in fondo. Vi sporge verso il basso abbastanza, tanto da farvi sentire una leggera pressione sulla schiena o sul fianco, insomma sulla quale vi poggiate. Lo ripeto è piacevole."

DOMANDA:  " Gordon, cosa ha provato a rimanere solo in orbita intorno alla Luna, per un giorno e mezzo?"


GORDON:  " Ho pensato spesso in passato a che cosa avrei veramente provato a trovarmi solo nella parte nascosta della Luna, senza alcun contatto con esseri umani; ma l'attività è stata tale durante le ore di veglia che, sorprendentemente, non ho avuto neppure il tempo per pensarci. E, ad essere franco, ero così stanco alla fine della giornata che a mala pena ce l'ho fatta a distendermi per dormire il più possibile in vista dell'attività del giorno successivo."  

DOMANDA:  " Pete, tutti si chiedono cosa sia avvenuto quando lei è caduto sulla Luna. E' stata una caduta accidentale o fatta apposta? Che cosa ha provocato a cadere nella gravità lunare? E sarebbe riuscito a rimettersi in piedi se  Al (Bean) non fosse stato lì ad aiutarla?" 

CONRAD:  "No, non sono caduto apposta. Stavo cercando di raccogliere una pietra che era troppo grossa per essere presa con le tenaglie e così mi è capitato di rotolare sul mio fianco finendo giù a terra. Ma  Al, prima che finissi del tutto disteso, mi ha dato una spinta che mi ha rimesso in piedi. Non penso che vi sia il pericolo di cadere contro una pietra e di tagliare la tuta o qualcosa del genere, perché la caduta non è mai così violenta. Non si può colpire abbastanza forte una pietra lunare, vero  Al ?"    
BEAN:   "No, non solo questo. Stai dicendo della velocità della caduta: mi posso ricordare di aver perso l'equilibrio anch'io numerose volte e se lo avessi perso allo stesso modo sulla Terra sarei probabilmente caduto. Ma sulla Luna, dove ci si muove così adagio si è di solito in grado di rimettersi in sesto, di piegare le ginocchia e di riprendere l'equilibrio."

DOMANDA:  "Milioni di persone, in tutto il mondo, che hanno passato svegli la notte della vostra passeggiata lunare e, inutilmente, in attesa del collegamento televisivo previsto, si chiedono che cosa sia veramente successo a quella telecamera che non ha funzionato."

CONRAD:  "In effetti non sappiamo che cosa le sia successo. Ma la stiamo riportando a casa in modo che si possa vedere che cosa non abbia funzionato a dovere, in modo da aggiustarla per consentire agli astronauti di Apollo 13 di non deludere altri milioni di telespettatori!"



Tratto dall'enciclopedia  "L'uomo e lo spazio"   (1969)